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mercoledì 1 luglio 2026

È già iniziato il futuro senza lavoratori

Intelligenza artificiale (o IA) è oramai sulla bocca di tutti. A traghettare l’espressione IA è stato lo smartphone diventato indispensabile strumento non solo per comunicare con le persone, ma anche quale mezzo per interagire e trasmettere informazioni. Il cellulare è un prezioso assistente nello svolgimento delle varie mansioni quotidiane: dall’organizzazione dell’agenda, alla ricerca di informazioni, redazione di testi, creazione immagini, video o musica ecc. Esso svolge compiti, seppur semplici, che sono di competenza del cervello umano. L’innovazione in ambito di intelligenza artificiale corre strumento non solo per comunicare con le persone, ma anche quale mezzo per interagire e trasmettere informazioni. Il cellulare è un prezioso assistente nello svolgimento delle varie mansioni quotidiane: dall’organizzazione dell’agenda, alla ricerca di informazioni, redazione di testi, creazione immagini, video o musica ecc. Esso svolge compiti, seppur semplici, che sono di competenza del cervello umano. L’innovazione in ambito di intelligenza artificiale corre veloce: il 5 febbraio 2026 sarà certamente una data miliare, ricordata dagli storici. Ad avvertirci è stato un lungo post di Matt Shumer, noto imprenditore del settore IA,in cui spiega la sua impressione dopo aver potuto sperimentare GPT-5.3 Codex, l’ultimissima versione di OpenAI rilasciata 5 giorni prima, congiuntamente a Opus 4.6 di Anthropic. “Dico all’IA cosa voglio – scrive Shumer – mi allontano dal computer per quattro ore e, quando torno, trovo il lavoro già fatto. Ben eseguito, meglio di quanto avrei fatto io stesso, senza bisogno di correzioni. Non stava semplicemente eseguendo le mie istruzioni. Stava prendendo decisioni intelligenti. Aveva qualcosa che, per la prima volta, sembrava giudizio”. Una “sensazione inspiegabile di sapere che era la scelta giusta, che tutti dicevano l’IA non avrebbe mai avuto. Questo modello ce l’ha – o qualcosa di abbastanza vicino”. Shumer va dritto alle conseguenze per sé stesso: “Non sarò più necessario a lungo per il lavoro tecnico effettivo del mio job: ora mi basta descrivere in inglese ciò che voglio costruire e semplicemente… appare. Non è una bozza che devo correggere: il risultato è finale”. Egli coglie anche il rovescio della medaglia: ciò che “potrà accadere negli altri settori non tecnologici quali: diritto, finanza, medicina, contabilità, consulenza, scrittura, progettazione, analisi, servizio clienti”. Mutamenti che Shumer reputa avverranno velocemente “non tra dieci anni. Considerando quello che ho visto negli ultimi due mesi penso che sarà molto meno”. Cita pure Dario Amodei, CEOAnthropic, secondo il quale l’IA eliminerà il 50% dei posti di lavoro impiegatizio di livello base tra uno e cinque anni. Le opinioni di Shumer e Amodei sono importanti, soprattutto stimolano il necessario approfondimento onde capire le potenziali derivanti conseguenze: economiche, tecniche, organizzative ma anche sociali derivanti dall’applicazione dell’IA. Le due versioni uscite a febbraio, tra cui quella testata da Shumer, dimostrano di disporre facoltà di ragionamento e apprendimento, nonché creatività. Ottemperano lo standard ISO/IEC 42001 che definisce IA “la capacità di un sistema di mostrare abilità umane quali il ragionamento, l’apprendimento, la pianificazione e la creatività”. Le due versioni dimostrano di essere capaci di affrontare questioni tipiche della sola mente umana! Svolgono quattro passaggi chiave: individuare il problema e le cause; definire criteri da ottemperare e possibili soluzioni con relativi mezzi; scegliere e valutare la variante adeguata; verificare i risultati rispetto alle attese. L’exploit della versione sperimentata da Shumer è la capacità di formulare autonomamente le ultime due fasi. Molte operazioni cognitive diventano da subito “automatizzabili”. Leggi: sostituzione dell’individuo umano. Insomma mai come ora vale il detto: adesso o mai più! La realtà che politici, capi di stato, imprenditori e finanzieri devono considerare è che la IA scombussolerà radicalmente la forma di organizzazione dell’insieme del globo, e con essa la vita della maggioranza delle persone che dipendono dal reddito del lavoro. Pubblicato in AREA, 27 MARZO 2026